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Martedì, 15 Gennaio 2019 08:14

PER NON DIMENTICARE

PIETRE D’INCIAMPO ANCHE AL FINALE

   Mi è toccata in sorte oltre trent’anni fa la cura del cimitero ebraico di Finale Emilia, un monumento verticale che è un serbatoio di memorie da conservare e trasmettere per evitare che si ripetano le spaventose tragedie del passato. Ultimamente però, insieme ai consiglieri dell’Associazione che presiedo, abbiamo avvertito la necessità di riportare alcune di quelle memorie nel presente della vita quotidiana, inserendole nel tessuto urbano cittadino, come già è stato fatto in tanti paesi europei: è per tal motivo che il 27 gennaio 2019 l’Associazione Culturale ALMA FINALIS doterà la nostra città di due piccolissimi monumenti orizzontali, complementari a quello verticale costituito dal cimitero ebraico. Saranno delle Stolpersteine, delle Pietre d’inciampo dedicate rispettivamente ad Ada Osima, vittima della Shoah e ad Emilio Castelfranchi, vittima delle leggi razziste italiane del 1938: due cubetti di cemento, rivestiti da una superficie di ottone lucente incisa con i nomi delle vittime, che saranno inseriti dalla ditta “San Giuseppe Lavoratore” (che sentitamente ringraziamo) nella pavimentazione antistante le loro abitazioni finalesi. L’inciampo creato dalle Pietre non sarà fisico, ma visivo: un inciampo del pensiero, che costringerà i passanti a interrogarsi sulla loro presenza e a riflettere su ciò che da esse viene ricordato.

   Sono più di 80.000 le Pietre d’inciampo ormai presenti in ventidue paesi europei. Furono ideate dall’artista berlinese Gunter Demnig, che posò la prima a Berlino nel 1996: in Italia la prima posa ebbe luogo a Roma nel 2010. Vi sono incisi i nomi e le date di nascita, di arresto, deportazione e morte (se conosciute) delle vittime dello sterminio nazista e della persecuzione: non solo di ebrei, ma anche di omosessuali, zingari, testimoni di Geova, disabili fisici e mentali, oppositori del regime nazista e membri della Resistenza. Le Pietre d’inciampo possono trasformarsi in efficaci strumenti contro l’oblio, il negazionismo e il revisionismo che sempre più cercano di alterare la Storia con false informazioni, diffuse in particolare dalle reti sociali.

   Ci auguriamo che i nostri concittadini apprezzeranno la nostra iniziativa di aggiungere due tessere finalesi al grande mosaico di memorie europee che - anche in un lontano futuro - tramanderà l’orrore della persecuzione e dello sterminio: ce lo dimostreranno con la loro presenza alla posa delle Pietre d’inciampo il 27 gennaio 2019, Giorno della Memoria, quando alle ore 9.00 sarà collocata in via Mazzini n. 6 la Pietra dedicata ad Ada Osima, e alle ore 10.00, in via Torre Portello n. 4, quella dedicata ad Emilio Castelfranchi. La deportazione di Ada Osima ad Auschwitz sarà ricordata da Anna Loi, guida del Memoriale della Shoah di Milano; la morte di Emilio Castelfranchi, vittima delle leggi razziste, sarà commemorata da sua cugina Chiara Lepschy.

   Nel pomeriggio, presso la Biblioteca Comunale “G. Pederiali”, alle ore 16.00 avrà luogo lo splendido recital “Parole e musica per non dimenticare”, seguìto da una breve presentazione del mio opuscolo Gli ebrei finalesi vittime delle leggi razziali e della Shoah, di cui ho curato una riedizione aggiornata in occasione della posa delle Pietre d’inciampo.

Maria Pia Balboni per ALMA FINALIS   - www.almafinalis.it

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